Studi scientifici evidenziano che lo stigma non aiuta a perdere peso
La Comunità Scientifica non solo riconosce l’Obesità come una malattia, ma ritiene che lo stigma basato sul peso sia una barriera per la salute.

Lo stigma sul peso si riferisce alla denigrazione degli individui a causa del loro peso, che porta a svalutazione sociale, discriminazione e marginalizzazione in vari aspetti della vita, come lavoro, istruzione e sanità.
Spesso, persone con sovrappeso o obesità vengono etichettate come pigre, golose, prive di forza di volontà e colpevoli della propria condizione.
Se cerchi “obesità” su google, fai caso alle prime immagini che compaiono: potrai facilmente notare che lo stigma non risparmia nessuno, neanche i bambini.
Nonostante l’Obesità sia riconosciuta come malattia cronica, complessa e recidivante, la narrazione dominante resta: “è colpa tua, dovresti mangiare meno e muoverti di più”. Dire a una persona con obesità che dovrebbe perdere peso è come dire a una persona che soffre di depressione di sorridere di più: è inutile.
In questo scenario forse una delle cose peggiori è che la discriminazione sul peso è socialmente accettata ed è normalizzata all’interno della nostra società a tal punto che la sua esistenza spesso passa persino inosservata.
La Comunità Scientifica non solo riconosce l’Obesità come una malattia, ma ritiene che lo stigma basato sul peso sia una barriera per la salute. Studi scientifici evidenziano che lo stigma non aiuta a perdere peso, anzi, può peggiorare la condizione e avere effetti negativi sulla salute fisica, mentale e sociale, portando all’isolamento.
Un po’ di buone notizie:
Dal 1/10/2025 l’Italia è il primo ed unico Paese al mondo ad avere una legge sull’obesità: la Legge Pella riconosce ufficialmente l’obesità come malattia cronica e ne inserisce le prestazioni nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), garantendone così la presa in carico dal Servizio Sanitario Nazionale.
